Trattamento di dati riferiti ai singoli condomini

Possono formare oggetto di trattamento, in particolare da parte dei condomini e, ove nominato, dell’amministratore, le sole informazioni personali riferite a ciascun condomino che siano necessarie allo svolgimento delle attività di gestione ed amministrazione delle parti comuni: in particolare, i dati anagrafici e i recapiti di condomini, le quote millesimali attribuite a ciascuno di essi. I singoli condomini possono essere resi edotti degli eventuali inadempimenti di altri condomini nelle forme del rendiconto annuale o su espressa richiesta di uno di essi rivolta all’amministratore. Per il trattamento di tali informazioni non è necessario il consenso dell’interessato.

Possono altresì formare oggetto di trattamento le informazioni relative alle utenze telefoniche dei singoli condomini.

La condivisione di informazioni relative alla gestione della cosa comune avviene di norma in sede di discussione nell’assemblea condominiale o tramite l’amministratore.

Salvo che il condomino interessato abbia precedentemente reso il consenso o che ricorrano gli specifici presupposti di esclusione dal consenso stabiliti dalla legge, ad esempio l’esercizio di un diritto in sede giudiziaria (art. 24, comma 1, lett. f) del Codice), non possono essere messi a disposizione di soggetti terzi dati personali riportati nei prospetti contabili o dei verbali assembleari o consentendo la presenza in assemblea di soggetti non legittimati a parteciparvi. Analogamente non possono essere diffusi dati personali, ad esempio mediante l’affissione di avvisi di mora (o, comunque, di sollecitazioni di pagamento) in spazi condominali accessibili al pubblico.

Esercizio del diritto d’accesso e degli altri diritti previsti dall’art. 7 del Codice riferiti ai singoli condomini e al condominio (complessivamente considerato)
Il singolo condomino può accedere ai dati a sé riferiti nelle forme previste dagli artt. 7 e ss. d.lg. n. 196/2003. Tale diritto può essere esercitato nei confronti del condominio (o, non diversamente, nei confronti della collettività dei condomini), anche presentando la relativa istanza all’amministratore.

Salva l’applicazione della disciplina civilistica, le informazioni direttamente riferibili a tutti i condomini (ad es. relative ordine ai dati sul consumo e gli importi di utenze complessivamente intestate al condominio) possono essere conosciute mediante l’esercizio del diritto d’accesso previsto dal menzionato art. 7 da parte del legale rappresentante del condominio (o dai condomini medesimi, a seguito di delibera regolarmente approvata).

Obblighi dell’amministratore e proroga al 31 dicembre 2005 delle misure di sicurezza privacy

Disegno di legge Senato della Repubblica 09/02/2005, n. 3294

Prorogato il termine per l’adozione delle misure minime di sicurezza al 31 dicembre 2005.
E’ stato trasmesso al Senato il disegno di legge n. 5521 della Camera dei Deputati di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, recante proroga di termini.

Il nuovo art. 6-bis prevede, infatti, la proroga del termine per l’adozione delle misure minime di sicurezza al 31 dicembre 2005.
Trattasi delle misure di sicurezza di cui agli articoli da 33 a 35 (trattamenti con e senza l’ausilio di strumenti elettronici) e all’allegato B (disciplinare tecnico delle misure minime) del D.Lgs. n. 196/2003, non previste dal D.P.R. n. 318/1999, fra cui è compresa anche la stesura del documento programmatico sulla sicurezza.

Le protezioni previste dal Codice della privacy avrebbero dovuto essere approntate entro fine 2004 (si tratta già di una proroga, la scadenza originaria era il 30 giugno 2004), mentre ora si potrà aspettare fino al 31 dicembre 2005.

Inoltre, è stato prorogato al 31 marzo 2006, il termine per l’adeguamento per i titolari di trattamenti effettuati con strumenti elettronici, che oggettivamente non sono in grado di rispettare le prescrizioni di legge e che sono tenuti a descriverne le ragioni in un documento con data certa da conservare presso la propria struttura.

Vietato pubblicare l’elenco dei morosi

Secondo il Garante per la protezione dei dati personali i condomini possono legittimamente entrare in possesso di determinati dati riguardanti gli altri.

Infatti, per lui, le disposizione della legge 675/96 sulla tutela della privacy non escludono assolutamente l’applicazione della disciplina codicistica in materia condominiale, ed e’ di fondamentale importanza individuare con precisione i nominativi dei condomini per la valutazione della validita’ dell’assemblea e delle sue deliberazioni.

L’Amministratore di condominio puo’, quindi, mettere a disposizione dei condomini che ne facciano richiesta tutta la documentazione da lui acquisita, e che potra’ pero’ essere utilizzata al solo scopo di verificare la regolarita’ delle procedure assembleari o per proporre eventuali impugnazioni delle deliberazioni.

Potranno essere raccolte notizie relative alla proprieta’ o alla superficie dell’immobile ai fini del calcolo dei millesimi e non quelle relative,l ad esempio, al prezzo d’acquisto dell’appartamento, o numeri telefonici dei condomini in quanto non necessari ai fini della determinazione dei diritti e degli oneri di ciascun proprietario.

Lo stesso vale riguardo all’esposizione in bacheca dei condomini morosi, in quanto dalle disposizioni del codice civile e della c.d. legge sulla privacy n. 675/96, nonche’ delle stesse disposizioni del regolamento condominiale (se nel regolamento e’ consentito , nessun problema dai “morosi”), si va incontro ai principi sulla privacy.

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